Si è chiusa la stagione dell’Under 19 dell’Enna che ha segnato l’inizio di un progetto futuristico più che la rincorsa stagionale alla classifica. Sotto la guida dei responsabili Liborio Severino e Sergio Colajanni la squadra ha privilegiato la valorizzazione dei giovani locali, schierando stabilmente i nati 2008, 2009 e 2010 in un campionato di buon livello senza pressioni di retrocessione.

«L’obiettivo non era la classifica — ha spiegato Colajanni — ma dare minutaggio ai più giovani: più della metà dell’organico sono allievi». Il modello ha permesso a oltre venti ragazzi del settore giovanile di allenarsi con la prima squadra, un risultato che lo staff definisce motivo di grande orgoglio.

Severino ha confermato che la scelta tecnica è orientata alla “costruzione dell’atleta”: ogni settimana i mister della prima squadra convocano 2-3 giovani per valutarne la crescita e incrementare i ritmi. Questo percorso ha già dato segnali concreti: quattro allievi sono stati chiamati per allenamenti della rappresentativa regionale e altri tre per la U19 di Serie D.

Severino e Colajanni hanno inoltre sottolineato la differenza rispetto ad altre società, che impiegano giocatori più anziani o atleti della prima squadra: «Noi preferiamo far emergere i nostri 2008-2010 e non utilizzare fuori quota dalla prima squadra». L’orizzonte è chiaro: trattenere e formare talenti locali per alimentare il serbatoio della prima squadra nei prossimi anni.

La società conferma l’impegno a proseguire sullo stesso binario, convinta che l’investimento sui giovani ripagherà in termini tecnici e di identità sportiva. Il progetto è pensato per dare opportunità ai ragazzi e costruire un vivaio solido che possa garantire continuità e ricambio alla prima squadra.

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