Enna Calcio. C'è un dato che nessuno può più ignorare, e che vale mille discorsi: 0-5, 0-1, 0-0. Tre numeri, letti in fila, che raccontano la vera storia di questo inizio di stagione dell'Enna Calcio. Non quella urlata sui social da chi si ferma alla superficie, ma quella vera, fatta di lavoro silenzioso e di una squadra che, gara dopo gara, sta imparando a difendere il proprio fortino.

Riavvolgiamo il nastro. Alla prima giornata l'Enna incassa un pesantissimo 0-5 in casa contro la Digiesse PraiaTortora: una serata da dimenticare, arrivata dopo un mercato lampo e una squadra costruita in pochissimi giorni. Tre settimane dopo, alla terza giornata, arriva un'altra sconfitta interna, questa volta contro il Milazzo, ma il passivo si restringe drasticamente: 0-1. Un solo gol subito, contro i cinque della prima uscita. E oggi, quarto atto, l'Enna va a fare visita al "Vincenzo Presti" di Gela e porta a casa un 0-0 pieno di significato, contro un avversario rimasto addirittura in nove uomini per gran parte della gara e che ha provato ogni strada per sbloccarla.

Cinque gol subiti, poi uno, poi zero. È questa la curva che dovrebbe far discutere la città, non i cori da stadio. È la fotografia di un reparto arretrato che sta trovando ordine, compattezza, personalità — e lo sta facendo da zero, con un gruppo di giovanissimi al primo anno assoluto in Serie D, chiamati a reggere una categoria durissima senza rete di protezione.

Un progetto nato il 29 agosto

Va ricordato, perché spesso si dimentica: "Ho rilevato la società il 29 agosto" ribadisce il presidente Giancarlo Travagin. Oggi trovare rinforzi capaci di fare davvero la differenza è tutt'altro che semplice: i migliori giocatori disponibili sulla piazza si sono già accasati altrove tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, ben prima che la nuova proprietà entrasse in carica. A questo si aggiungono vertenze aperte con alcuni calciatori e il ricorso perso dall'Enna Calcio contro il tecnico esonerato la scorsa stagione, Passiatore, che la precedente dirigenza dava già per vinto. Trovare rinforzi in queste condizioni, a campionato in corso, resta comunque tutt'altro che semplice. Da qui l'appello del presidente alla città: chi ha davvero a cuore le sorti della squadra si faccia avanti, invece di limitarsi a criticare da fuori.

Il merito è di chi lavora ogni giorno

Dietro questi progressi c'è il lavoro dell'allenatore Alfredo Cimino e dei suoi collaboratori, vere eccellenze del territorio locale come Massimo Greco e Salvatore Bertuccio. Sono loro, insieme ai ragazzi in campo, gli artefici silenziosi di una crescita che i numeri certificano nero su bianco.

Se il trend continua — e tutto lascia pensare che continuerà — l'Enna ha già dimostrato la cosa più importante: sa reagire, sa migliorare, sa costruire. La squadra c'è, la crescita è evidente, e chi ancora dubita farebbe bene a guardare questi tre numeri prima di parlare.

0-5. 0-1. 0-0. La direzione è quella giusta.

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